Tutor DSA e BES

Una problematica molto frequente che si riscontra in ambito scolastico è l’insorgere di difficoltà di apprendimento, in alunni di ogni ordine e grado, dovute a cause prevalentemente neurologiche, ma anche psicologiche, sociali e culturali; si tratta dei cosiddetti casi DSA che sono affrontati mediante l’elaborazione, da parte delle scuole, di piani di formazione personalizzati rivolti agli allievi che si trovano in una situazione di disagio, ovvero i programmi BES.

È importante che un alunno che manifesta i disturbi classificati come DSA oppure altri problemi di natura diversa che influiscono negativamente sul percorso educativo, sia seguito con una didattica su misura non solo a scuola, ma anche nella fase di studio individuale svolto a casa ed è perciò utile rivolgersi a un tutor DSA e BES, esperto nell’attuazione di strategie di insegnamento specifiche per questi casi.

Chi sono le figure professionali più idonee a offrire supporto per questo genere di problemi? Si tratta di docenti che hanno frequentato dei corsi di specializzazione per la didattica BES o che sono formati per essere insegnanti di sostegno e che quindi hanno tutte le competenze giuste per agevolare l’apprendimento di studenti disabili o afflitti da deficit cognitivi.

Il tutor personale è un validissimo punto di riferimento non solo per lo studente bisognoso di aiuto, ma anche per la sua famiglia perché opera in sinergia con la scuola e sostiene i genitori nella gestione di situazioni complesse.

Tecniche di insegnamento per studenti dislessici

I disturbi che rientrano nella categoria DSA sono diversi e si suddividono in: dislessia, che si manifesta prevalentemente con la difficoltà nella lettura e nella comprensione di testi scritti, disortografia, ovvero l’incapacità di scrivere le parole in modo corretto e con frequenti errori di ortografia e di grammatica, disgrafia che si concretizza nel non riuscire a riprodurre una grafia comprensibile e corretta e discalculia, che è un deficit che riguarda la sfera della matematica, lo studente che ne è affetto non riesce a riconoscere facilmente i numeri, a ordinarli e a classificarli e fatica parecchio nell’eseguire calcoli mentali oppure nello svolgere esercizi scritti.

La dislessia è un problema molto comune tra gli studenti e un tutor DSA e BES sa come affrontarla in modo appropriato e mediante particolari escamotage. Per facilitare l’apprendimento di un allievo dislessico si può far ricorso a vari strumenti:

  • utilizzo di un registratore: dato che la comprensione di un testo scritto risulta molto difficile, registrare la lettura e poi farla riascoltare è un ottimo metodo per aiutare il bambino o il ragazzo a focalizzare i concetti principali e a ricordarli. Un buon allenamento per migliorare la lettura, mediante ausilio di un registratore, è individuare le parole scritte man mano che si ascolta la registrazione e ripeterle, svolgendo questa attività più volte, lo studente riuscirà a leggere in maniera più fluente;

  • sottolineare o evidenziare le frasi più importanti: la dislessia rende molto difficoltoso individuare le idee centrali in una serie di informazioni scritte, se si pongono in risalto le parti più rilevanti del testo con un evidenziatore o sottolineandole con una penna o con una matita, risulterà più semplice per lo studente memorizzare le nozioni. L’utilizzo di evidenziatori di colorazioni diverse è davvero una tecnica utile per sfruttare la memoria visiva, ogni concetto può essere abbinato a un colore e così l’alunno, pensando al colore, ricorderà l’idea associata;

  • realizzare mappe concettuali: un’altra soluzione preziosa per assimilare le informazioni di un testo è creare degli schemi riassuntivi, inserendo i dati in immagini geometriche; se, per esempio, bisogna studiare delle pagine di Storia, si può scrivere la data di un evento inserendola in un cerchio, poi indicare con poche parole la causa dell’evento all’interno di un rombo e le conseguenze dentro un rettangolo e collegare le figure tra loro con delle frecce. Ancora più efficace è colorare o evidenziare le figure geometriche che contengono le informazioni con colori differenti;

  • compilare un glossario: è consigliabile, altresì, realizzare un elenco colorato di parole-chiave con relativa spiegazione sintetica, a ogni parola corrisponde un concetto rilevante, leggendo le brevi frasi e ripetendole in successione, lo studente si eserciterà sia con la lettura a piccoli passi che a costruire un discorso sull’argomento da esporre;

  • appoggiare un foglio bianco sulla pagina: un altro espediente semplicissimo per visualizzare meglio le informazioni da interiorizzare è poggiare un foglio bianco sul testo, in modo da lasciare scoperte le parti da studiare e coprire le altre parti che non occorre leggere sul momento, così da evitare distrazioni e confusioni e concentrarsi meglio su un’idea per volta.

Queste sono solo alcune delle proficue strategie che si possono mettere in atto per aiutare un allievo dislessico a studiare, pure i genitori possono avvalersene per dare una mano ai figli nello svolgimento dei compiti. Un docente specializzato nella gestione dei casi BES è sicuramente in grado di applicarne altre, anche attraverso ottimi mezzi informatici per le lezioni private impartite a distanza.

Metodologie didattiche per studenti affetti da discalculia

Un’altra condizione che spesso un tutor DSA e BES si trova ad affrontare è la discalculia, ovvero un disturbo che riguarda il mondo dei numeri e dei calcoli matematici. Un bambino o un adulto che manifesta tale deficit non è in grado di applicare i metodi di conteggio mentale e scritto, non riconosce bene i numeri e non è ben cosciente del loro valore, pertanto, non sa ordinali, né scomporli, arrivando anche a confonderli tra loro.

L’aritmetica è una lingua quasi del tutto sconosciuta e ricordare i passaggi per risolvere degli esercizi matematici, anche se semplici, diventa un’operazione complessa che genera ansia e senso di frustrazione.

Il risultato di tutto questo è spesso l’abbandono dello studio della matematica, nella convinzione di non riuscire mai a superare le barriere perché non si possiedono le capacità per comprenderla. Il punto di partenza di un insegnante che deve aiutare un allievo ad approcciarsi alla matematica, è incoraggiarlo a non arrendersi, apprezzare i suoi punti di forza e la sua intelligenza e fargli capire che si tratta di una disciplina che tutti possono capire con un po’ di impegno e pazienza.

Ecco alcuni stratagemmi per facilitare l’apprendimento e renderlo più piacevole e intuitivo:

  • usare oggetti e fornire esempi concreti: quando l’alunno con discalculia deve risolvere dei calcoli, è molto fruttuoso servirsi di oggetti reali, come monete, bottoni o caramelle per esercitarsi nei conteggi e vedere con i propri occhi il risultato delle operazioni di addizione, sottrazione, divisione e moltiplicazione, come se si trattasse di un gioco, per gli studenti più piccoli può anche essere molto divertente;

  • ragionare ad alta voce: il punto di partenza per arrivare alla risoluzione di un problema di Matematica è comprendere a fondo cosa chiede, per cui è bene ragionare insieme ad alta voce, illustrare i passaggi a piccoli step e solo quando uno step è stato ben compreso, si può passare a quello successivo. Anche se dovesse essere un percorso lento, è essenziale dedicare tutto il tempo necessario a questo tipo di allenamento perché aiuta la mente a ragionare e si impara un metodo valido da applicare a tutti gli esercizi matematici;

  • trasformare le tabelline in filastrocche: se memorizzare le tabelline è veramente difficile, una buona idea è ripeterle come se fossero canzoncine o filastrocche, magari con delle rime. Così facendo, lo studio sarà meno monotono e più stimolante;

  • disporre di strumenti per agevolare i calcoli: un alunno discalculico dovrebbe sempre avere a disposizione una calcolatrice, che è fondamentale per i conteggi più complessi e altri mezzi come la tavola pitagorica per moltiplicazioni e tabelline, le tabelle colorate con le formule oppure delle risorse informatiche come i fogli di calcolo elettronico.

Come per la dislessia, anche per la discalculia la memoria visiva può aiutare a ricordare, per esempio, si possono segnare le varie fasi di risoluzione di un’espressione algebrica con colori diversi e così lo studente, pensando alla sequenza dei colori, ricorderà come procedere. 

I trucchetti di cui servirsi possono sono numerosi, un insegnante esperto saprà scegliere gli espedienti più funzionali per ogni situazione.

Come accorgersi di un problema cognitivo prima di iniziare la scuola?

Individuare la presenza di un deficit di apprendimento è un compito che non spetta solo ai docenti a scuola o ai tutor DSA e BES, ma anche genitori e familiari possono rendersi conto che qualcosa non funziona, osservando dei segnali che si manifestano nel bambino, anche quando è piccolo e non è ancora in età scolare. Così facendo è possibile consultare subito un professionista del settore, come un logopedista, uno psicologo o un neurologo per iniziare un trattamento quanto prima.

Gli indizi di un disturbo possono essere molteplici e possono farci capire se si tratta di uno scoglio puramente psicologico o se invece coinvolge anche l’aspetto neurologico. Una delle prime manifestazioni anomale riguarda la memoria: i bambini di solito imparano i giorni della settimana, i mesi dell’anno o i numeri con piacere e si divertono a ripeterli in ordine, se si notano difficoltà nel ricordarli e nel nominarli in sequenza, probabilmente c’è qualche problema su cui vale la pena indagare.

Anche confondere destra e sinistra può essere spia di una problematica cognitiva e molti genitori hanno il sospetto che il proprio bimbo o la propria bimba sia in una condizione di svantaggio perché non riescono a svolgere delle semplici attività come allacciarsi le scarpe o abbottonare un indumento oppure aprire e/o chiudere una porta chiusa a chiave, sono attività banali che però rivestono grande importanza nel processo di maturazione.

Nel caso in cui si verifichino queste circostanze, è meglio non perdere tempo, contattare subito un esperto per ricevere una diagnosi e intervenire nella maniera più consona.


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