Qual è l’indirizzo di ingegneria più difficile?

6 Ottobre 2022

Stai pensando di studiare per diventare ingegnere dopo il diploma? Allora devi sapere che nonostante si consideri la facoltà di Ingegneria più difficile rispetto ad altre, è anche tra le più gettonate tra gli studenti italiani, insieme a quelle del settore di economia e del campo medico, sulla base dei dati raccolti dal MIUR.

La ricerca ha evidenziato che nel solo anno accademico 2018/2019 il numero di iscritti ai corsi triennali del ramo di Ingegneria industriale e dell’informazione ammontava a 38 mila ragazzi, al secondo posto rispetto alla facoltà di Economia che ha registrato oltre 46 mila matricole. Le ragioni di tanto successo sono da ricercare principalmente nell’alto tasso di occupazione e nelle prospettive di guadagno che una laurea in ambito ingegneristico garantisce dopo aver concluso gli studi, sia la fase triennale che quella magistrale. È ovvio che ci sono anche altre motivazioni che spingono alla scelta di un iter di questo tipo, come la passione e il sentirsi predisposti per le discipline scientifiche, ma l’aspetto dell’elevato numero di sbocchi lavorativi è senz’altro rilevante.

Tuttavia, è risaputo che affrontare un percorso di formazione in Ingegneria non sia proprio una passeggiata per una serie di motivi quali la presenza di materie complesse che richiedono impegno e studio costante, il dover superare l’esame di ammissione per potersi iscrivere alla facoltà e la consapevolezza che dovrai dedicare anima e corpo allo studio se vuoi raggiungere il traguardo della laurea. Uno degli interrogativi più frequenti tra coloro che sono propensi a tentare questa strada è: quale branca dell’ingegneria è più complessa?

Livello di difficoltà del percorso triennale in Ingegneria

Il primo step da intraprendere per essere un futuro ingegnere è quello che conduce al conseguimento della laurea triennale ed è suddiviso in tre aree: industriale, civile e dell’informazione. Qualunque sia il ramo per cui opterai, è bene che tu sia consapevole che non esiste un indirizzo che sia propriamente più complicato o più semplice di altri.

Perseguire un progetto di studi nel settore ingegneristico è in ogni caso impegnativo e sarà sempre necessario spremersi le meningi, perché dovrai affrontare degli esami alla Triennale comuni a tutte e tre le aree che sono ritenuti tra i più difficili da superare e sono: Analisi 1, Analisi 2, Fisica 1 e Fisica 2. Sono discipline davvero importanti che forniscono delle conoscenze fondamentali per poter procedere allo studio di altre discipline negli anni successivi. Sono ritenuti, infatti, esami propedeutici e sulla base di questo si è diffusa l’idea che la facoltà di Ingegneria sia faticosa da affrontare.

Tali materie richiedono alte capacità logiche e analitiche per la comprensione dei concetti e non puoi permetterti di tralasciare nulla perché ogni nozione è collegata alle altre, se non comprendi bene un passaggio rischi di ritrovarti nella confusione più assoluta e non sei più in grado di andare avanti. Immagina di costruire una casa, ogni mattoncino è essenziale per potersi incastrare agli altri e per sorreggere la struttura, se qualche mattone non è stabile, c’è il rischio che crolli un’intera parete. E così succede nello studio di queste materie, la comprensione deve essere profonda e completa per avere una solida base di partenza e andare avanti.

Inoltre, il livello di difficoltà è un fattore il più delle volte soggettivo e dipende dalle inclinazioni personali, dal grado di interesse verso determinati argomenti, ciò che è ostico per una persona potrebbe non esserlo per un’altra e viceversa.

La facoltà di Ingegneria più difficile tra le lauree magistrali

Analizziamo adesso la fase della laurea magistrale per scoprire quanto sia difficoltosa. Si può fare riferimento a uno studio condotto dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che ha stilato una lista degli indirizzi di Ingegneria più complessi sulla base delle caratteristiche intrinseche di ciascun corso.

Al primo posto dell’elenco c’è Ingegneria aerospaziale. Se hai deciso di seguire questa specializzazione, ti aspetta un ciclo arduo da intraprendere che può essere al contempo affascinante e se hai passione per ciò che studi puoi superare ogni scoglio più facilmente. Ma vediamo cosa si studia in questo settore è perché risulta così complicato.

L’obiettivo del corso di Ingegneria aerospaziale è formare una figura professionale che sia in grado di progettare aeromobili e veicoli spaziali, quali aerei, elicotteri, droni, missili, satelliti, navicelle spaziali.  Per operare in questo ambito è essenziale avere elevate competenze in diversi campi del sapere, tra cui: matematica, fisica, chimica, scienza dei materiali, termodinamica, meccanica dei solidi e dei fluidi, elettrotecnica, disegno tecnico, informatica, meteorologia e astronomia. L’impegno richiesto è considerevole, ma ti condurrà a considerevoli soddisfazioni economiche perché è un settore altamente retribuito.

Ecco alcune regole utili da seguire per conseguire il titolo di ingegnere aerospaziale, anche chiamato astronautico, con buoni risultati:

  • avere un approccio allo studio di tipo multidisciplinare: non è possibile progredire con una conoscenza superficiale delle discipline, ma è essenziale sapere tutto in modo approfondito e completo e collegare le varie materie tra loro;

  • rinunciare all’idea di studiare da autodidatta: oltre alla frequentazione assidua delle lezioni, è bene anche partecipare alle attività di laboratorio per mettere in pratica le nozioni acquisite e svolgere tirocini in aziende che operano in questo ambito;

  • mantenere alta la concentrazione: per gestire al meglio il percorso che hai intrapreso ed essere sempre concentrato. Organizza le tue attività in modo ordinato, suddividi il tempo che hai a disposizione tra le ore da trascorrere all’università e le ore di studio individuale, così da apprendere tutto gradualmente, senza restare indietro.

Queste regole valgono naturalmente per tutti gli studenti di Ingegneria, a prescindere dal loro indirizzo, sicuramente per un ramo complesso come quello aerospaziale bisogna essere un po’ più rigorosi e c’è da faticare molto, ma pensa a quanto possa essere gratificante riuscire a concludere un iter di studi di questo livello!

Ingegneria fisica e Ingegneria chimica: impegno, fatica e soddisfazione

Al secondo posto della lista realizzata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, riguardo alle specializzazioni di Ingegneria più difficili, c’è Ingegneria fisica. Anche per tale indirizzo è necessario conoscere a fondo non solo i principi avanzati di matematica e fisica, ma altresì di chimica, elettronica, meccanica, termodinamica, scienza dei materiali e informatica.

Qualora tu voglia intraprendere questa strada, trascorrerai molte ore all’università per seguire le lezioni teoriche e le sessioni per imparare a svolgere gli esercizi, nonché per partecipare ai laboratori, dovrai essere metodico e costante nello studio individuale, ma tutta la fatica sarà ricompensata dalle ottime opportunità lavorative in vari ambiti industriali che potrai cogliere dopo aver conseguito la laurea.

Altra branca di ingegneria tra le più complesse è quella chimica. L’ingegnere chimico è un esperto nella progettazione e gestione di impianti industriali finalizzati alla produzione di un ampio spettro di manufatti. Può operare non solo in campo chimico, ma pure in quello alimentare, farmaceutico, edile, dei trasporti e nell’ambito delle nanotecnologie.

Per essere preparato a lavorare in futuro in tutti questi settori, lo studente di Ingegneria chimica non può permettersi di prendere alla leggera il suo percorso, ma ha necessità di sviluppare delle abilità elevate in matematica, chimica, fisica, fisica applicata, scienze naturali, oltre che nelle materie tecniche, fra cui termodinamica, fluidodinamica, meccanica.

Come per tutti gli altri studenti di Ingegneria dovrai caricarti di una buona dose di determinazione e concentrazione se vuoi proseguire nel migliore dei modi e, una volta acquisiti il ritmo e la mentalità giusta, procederai con meno fatica.

Ingegneria: un iter arduo ma affascinante

Parlare di facoltà di Ingegneria più difficile è comunque molto relativo poiché al di là della specializzazione che si sceglie, il campo ingegneristico è di per sé complesso, ogni ramo ha le sue barriere da superare, ma anche un mondo meraviglioso da scoprire.

Le statistiche di AlmaLaurea sull’andamento generale degli studi di chi frequenta le facoltà di Ingegneria sono decisamente positive: la durata media del percorso è stato stimato intorno ai 4 anni, il voto finale è in media di 101/110 ed è stata registrata una buona percentuale di studenti che ha avuto la possibilità di svolgere degli stage riconosciuti dall’università, per integrare studio e lavoro e ottenere una formazione a 360 gradi.

Questo dimostra che, nonostante le difficoltà, il cammino per diventare ingegnere può essere parecchio coinvolgente. Pertanto, mettici tutto l’entusiasmo che puoi e vedrai che la tua esperienza da studente di Ingegneria sarà fantastica e soddisfacente e riuscirai a raggiungere anche tu degli eccellenti risultati per costruire il tuo successo futuro.

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