Studiare a Ingegneria: la Guida Completa

21 Agosto 2022

La scelta della facoltà, per chi intende intraprendere un percorso universitario, può non essere semplice, possono emergere dubbi, indecisioni, timore di sbagliare. Per orientarsi verso l’indirizzo più giusto è bene riflettere su quali siano le proprie capacità, inclinazioni, interessi e individuare l’iter professionale che si vuole realizzare in futuro. Uno degli aspetti che è maggiormente tenuto in considerazione, allorché ci si trova alle prese con la decisione del tipo di università che fa più al proprio caso, riguarda gli sbocchi lavorativi.

E tra le facoltà che offrono una formazione più facilmente spendibile sul mercato del lavoro vi sono quelle nell’ambito dell’ingegneria. In base a una ricerca condotta da AlmaLaurea, la percentuale di laureati che scelgono di studiare a Ingegneria e che poi riescono a trovare lavoro, entro cinque anni dal conseguimento della laurea, spazia dal 70% al 90%.

Se scegli di studiare in questa facoltà otterrai diversi vantaggi, non solo sul piano della futura realizzazione professionale, ma concentrandoti in modo intenso su materie scientifiche, le tue abilità logiche aumenteranno e questa ti porterà a sviluppare migliori capacità decisionali, di analisi critica e di problem solving, per affrontare nel migliore dei modi qualunque imprevisto si presenti nel corso degli studi e nella vita in generale.

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Analisi di un mito: Ingegneria è l’università più difficile

Nonostante una ricerca realizzata dal Centro Studi del CNI dimostri che negli ultimi anni i laureati in Ingegneria siano il 15% dei laureati totali, che un gran numero di giovani ambisca a intraprendere gli studi in una branca ingegneristica e che nel 2018 oltre 50 mila studenti di questa facoltà siano riusciti a conseguire la laurea, gli indirizzi in questo campo hanno fama di essere notevolmente complessi da affrontare.

Allora sorge spontanea la domanda: ma davvero tra le varie facoltà, Ingegneria è la più difficile? A primo impatto sembrerebbe così per una serie di fattori. Oltre al fatto di essere a numero chiuso e allo scoglio di dover superare l’esame di ammissione per accedere al primo anno di corso, il percorso risulta alquanto difficoltoso per la presenza di materie complesse, tra cui analisi matematica, fisica, chimica, che richiedono profonda concentrazione, una buona organizzazione e l’acquisizione di una forma mentis adeguata per assimilare tanti concetti, dati, definizioni e dettagli di ogni genere.

Inoltre, se sei deciso a percorrere questa strada, sappi che ti troverai di fronte a una grande varietà di materie, che spesso sono collegate tra loro, occorre un approccio multidisciplinare per procedere senza intoppi e lacune e dovrai prepararti per un notevole numero di esami. Malgrado ciò, se si affronta tutto con metodicità, costanza e passione, lo studio dell’ingegneria può essere alla portata di tutti, anche di coloro che hanno una formazione di tipo umanistico.

Cosa si studia al primo anno di ingegneria

Dopo aver superato il test di ammissione che consente l’accesso al corso universitario triennale, puoi iscriverti al primo anno che è una fase importante perché è quella in cui si entra a contatto con il mondo universitario e si deve acquisire la mentalità giusta per gestire il percorso di studi.

Si parte con il corso triennale che è suddiviso in tre aree principali ovvero: Ingegneria Civile e Ambientale, Ingegneria dell’Informazione e Ingegneria Industriale e poi è possibile proseguire con il percorso di Laurea Magistrale della durata di due anni con indirizzi diversi. Si può scegliere tra Ingegneria Meccanica, Elettronica, Chimica, Edile, Ambientale, Aerospaziale, Nucleare, Informatica o Fisica, solo per citarne alcuni e ogni facoltà offre un piano di studio con materie specifiche per ogni settore ingegneristico.

Al primo anno del corso di Laurea Triennale vi sono materie comuni che sono presenti in ogni area e sono fondamentali da studiare, poiché forniscono nozioni basilari, utili per comprendere meglio i concetti delle discipline peculiari dell’indirizzo prescelto. Si può dire che tali materie siano le solide fondamenta su cui costruirai il tuo bagaglio di conoscenze e aiutano anche ad acquisire ottime capacità logiche e analitiche. Pertanto, se vuoi studiare a Ingegneria, devi essere consapevole che sarà necessario impegnarsi molto nel primo anno e colmare tutte le lacune pregresse, per proseguire al meglio negli anni successivi.

Le discipline comuni appartengono all’area scientifica e sono: analisi matematica, fisica, geometria e algebra, chimica, informatica, disegno tecnico, lingua inglese a cui ovviamente si aggiungono esami da sostenere nelle materie di specializzazione.

Per partire con il piede giusto e prepararsi allo studio di analisi matematica del primo anno è essenziale conoscere argomenti che di solito sono compresi nei programmi delle scuole superiori, bisogna saper risolvere equazioni, disequazioni, sistemi di disequazioni, nonché possedere nozioni di trigonometria e risulta utile tenere il libro di testo, già usato durante le superiori, come punto di riferimento per la teoria. Buone conoscenze in ambito matematico, in particolare della geometria euclidea e analitica, dell’algebra e della trigonometria, sono basilari anche per affrontare il percorso di fisica.

Per quanto riguarda l’insegnamento della lingua inglese, già dal primo anno puoi seguire dei corsi offerti dalla facoltà che consentono di arrivare al livello B1 del QCER durante la Triennale e poi al livello B2 durante la Magistrale, la padronanza dell’inglese è di vitale importanza per inserirsi nel mondo del lavoro e per il futuro successo professionale.

Le migliori università italiane dove studiare ingegneria

Quando hai già individuato il percorso universitario che desideri seguire, arriva il momento di scegliere l’ateneo in cui intraprendere i tuoi studi. Questo aspetto può apparire secondario, ma ha una sua importanza poiché la qualità del personale docente e degli insegnamenti, la varietà di strumenti, servizi, laboratori e materiali che una facoltà offre agli studenti, incide non poco nel livello di preparazione che si raggiunge durante il periodo di formazione all’università. Inoltre, ottenere un titolo in un ateneo che è considerato di alto livello, aumenta le chance di ottenere un lavoro prestigioso e ben remunerato.

Il CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) conduce delle interessanti ricerche nell’ambito dell’istruzione e ogni anno pubblica un elenco con i punteggi attribuiti a vari atenei italiani, statali e non, per valutare la qualità dell’offerta didattica. Due sono gli elementi principali che l’Istituto prende in considerazione per le sue valutazioni: la progressione della carriera degli studenti e l’internazionalizzazione. Il primo parametro si riferisce all’andamento degli studenti nell’iter accademico, ovvero al numero degli iscritti, dei fuoricorso e di coloro che raggiungono il traguardo della laurea. Il secondo punto riguarda invece la presenza di docenti, ricercatori e studenti stranieri in un ateneo e i progetti di scambio culturale che un’università propone ai propri iscritti per permettere loro di maturare delle preziose esperienze formative.

Il CENSIS ha fornito dati anche sulle migliori università di Ingegneria e l’indagine che riguarda il 2021 ha dato questi risultati: per quanto riguarda il percorso di Laurea Triennale, al primo posto della classifica si collocano l’Alma Mater Studiorum di Bologna e il Politecnico di Torino, al secondo posto l’Università di Parma e al terzo posto l’Università Politecnica delle Marche, per gli indirizzi di Ingegneria Industriale e di Ingegneria dell’Informazione. Mentre per il corso triennale di Ingegneria Civile si sono aggiudicati i primi tre posti: l’Università di Ferrara, l’Università di Sassari e l’Università Iuav di Venezia.

I risultati del CENSIS che interessano coloro che vogliono studiare a Ingegneria per ottenere la Laurea Magistrale hanno mostrato che i migliori atenei per vari indirizzi sono: l’Università di Genova, il Politecnico di Milano e l’Università dell’Aquila.

migliore magistrale di ingegneria
Punteggi CENSIS sulle migliori università di ingegneria per percorso magistrale (Immagine tratta dal sito laureaonlineingegneria.it)

Qual è la facolta di Ingegneria ritenuta più facile?

Uno degli interrogativi più frequenti che gli aspiranti studenti di Ingegneria si pongono prima di iniziare il cammino universitario è: quale ramo dell’Ingegneria è considerato più facile? L’area ingegneristica è di per sé abbastanza complessa per la mole di materie scientifiche da studiare e per le numerose nozioni da comprendere e assorbire. Per affrontare bene ogni indirizzo è necessario avere buone abilità logiche e analitiche, seguire con costanza le lezioni, trovare un buon metodo di studio per apprendere tutti gli argomenti senza trascinarsi dietro delle lacune.

Qualunque sia il settore che hai scelto, sappi che sei di fronte a un percorso impegnativo. Il livello di difficoltà può essere comunque un fattore soggettivo, che può dipendere dalla predisposizione naturale verso una particolare disciplina e/o dall’interesse e dalla passione che si nutre verso un determinato campo del sapere. Se qualcosa ci piace, studiamo più volentieri e con migliori risultati, quasi divertendoci, pur essendo un argomento difficile.

In linea di massima, l’indirizzo di Ingegneria Ambientale può risultare leggermente meno ostico rispetto ad altri, in quanto lo studio della matematica e della fisica è un po’ meno dettagliato e approfondito; è un ramo rivolto prevalentemente all’analisi del territorio, delle risorse naturali, del grado di impatto ambientale creato da impianti, strutture e opere ingegneristiche e delle strategie di ecosostenibilità per la tutela del nostro pianeta, pertanto le materie su ci si concentra maggiormente in questo settore sono la biologia, la geologia, le scienze naturali.

Questo non vuol dire che il campo fisico e matematico non siano importanti, anzi risultano fondamentali, ma l’approccio allo studio è diverso poiché si spazia verso discipline che non hanno un’impostazione esclusivamente matematica, senza mai dimenticare che impegno costante e diligenza non devono mai mancare per progredire nell’apprendimento.

Quale laurea in Ingegneria è più richiesta?

Un quesito rilevante tra coloro che si trovano a dover individuare il settore ingegneristico più adatto a loro, prima di iscriversi all’Università è: quale branca dell’Ingegneria è più richiesta sul mercato del lavoro? Le lauree in Ingegneria, in generale, garantiscono ottimi e molteplici sbocchi lavorativi, se si considera che la percentuale di occupazione dei neolaureati si aggira intorno al 94%, ma secondo una ricerca realizzata dal Centro Studi CNI, vi sono delle specializzazioni che sono le più richieste da enti e aziende perché implicano il possesso di abilità fondamentali nell’ambito dell’industria, dell’economia, dell’ambiente.

Se sei orientato a studiare Ingegneria con l’obiettivo di intraprendere una soddisfacente carriera professionale, devi considerare che tra i titoli maggiormente spendibili sul mercato spiccano: la laurea in Ingegneria Meccanica, in Ingegneria Gestionale e in Ingegneria Ambientale.

Gli ingegneri meccanici non hanno problemi a trovare lavoro perché hanno competenze che abbracciano più settori. Sono in grado di progettare e gestire il funzionamento di impianti, dispositivi e prodotti industriali, possono occuparsi dell’installazione, della manutenzione e del collaudo di molti generi di macchinari, per cui rappresentano una figura professionale che trova impiego in varie tipologie di industrie. Per diventare un futuro ingegnere meccanico il percorso giusto per te alla Triennale è L9 ovvero l’area di Ingegneria Industriale con curricolo meccanico.

Ingegneria Gestionale garantisce buone prospettive lavorative nel periodo post-laurea in campo aziendale. Si tratta di un iter formativo che permette di acquisire non solo abilità scientifiche e ingegneristiche, ma anche capacità di gestione di un’azienda dal punto di vista finanziario e del marketing, per cui l’ingegnere gestionale è una risorsa preziosa per un’ampia varietà di imprese. Per avviarsi su questo settore conviene optare per il percorso Triennale L9 in Ingegneria Industriale con indirizzo gestionale.

Molto gettonati dalle aziende sono anche gli ingegneri ambientali perché, essendo esperti in materia di ecosostenibilità, sono in grado di occuparsi del controllo della qualità in un processo produttivo, in riferimento alle norme EN ISO e il tasso di occupazione è evidentemente alto. Qualora tu voglia diventare un esperto di Ingegneria Ambientale, dovresti indirizzarti verso il ramo L7 di Ingegneria Civile e Ambientale nel percorso triennale.

Gli scogli iniziali: Analisi 1 e Fisica 1

Nel primo anno di corso, di qualsiasi indirizzo di Ingegneria, ci si trova subito a dover fare i conti con due esami che hanno fama di essere abbastanza complessi, ovvero Analisi 1 e Fisica 1. La difficoltà nell’affrontare queste due materie consiste nel dover assimilare una notevole quantità di concetti, nozioni, passaggi logici e se si perde qualche pezzo, si rischia di ritrovarsi nella confusione più totale.

Ma niente paura, con un po’ di costanza, impegno e seguendo un metodo di studio preciso, potrai riuscire a superare tranquillamente i due scogli. Per cavarsela all’esame di analisi matematica 1, innanzitutto è bene conoscere già alcuni concetti di base: se non sai nulla di limiti, derivate, integrali o se li ricordi vagamente, sarebbe il caso di documentarsi, usando il libro delle scuole superiori, oppure si può reperire molto materiale su tali argomenti su internet. Una volta in possesso di una buona base di partenza, si è pronti a seguire le lezioni, possibilmente sempre e con concentrazione.

Importanti sono anche le sessioni di esercitazioni, perché dovrai essere in grado di risolvere gli esercizi quasi in automatico prima di arrivare all’esame. È fondamentale essere attenti quando il docente spiega tutti i passaggi del ragionamento logico, sia per la teoria che nella dimostrazione della risoluzione degli esercizi. Se hai la possibilità di registrare le lezioni, ancora meglio, qualora ci sia qualche concetto che ti è sfuggito o che non hai ben compreso potrai riascoltare le lezioni tutte le volte che vuoi e colmare eventuali lacune.

Ricorda: non si tratta di imparare a memoria delle formule, ma di capire appieno ogni singolo step per passare allo step successivo, perciò è essenziale partire dalla teoria, comprendere bene un argomento e poi dedicarsi agli esercizi, basta riuscire a risolverne due o tre al giorno per un buon allenamento. Non dimenticare di procurarti delle prove simulate, così da concentrarti sulla tipologia di quesiti ed esercizi richiesti all’esame che dovrai sostenere.

Studiare a ingegneria significa anche battere l’altro lupo cattivo: Fisica 1. Occorre tener presente che si tratta di una disciplina basata su alcune teorie e concetti compresi nel programma di Analisi 1, per cui sarebbe meglio prima superare l’esame di matematica e poi concentrarsi su quello di fisica.

Il metodo di studio è lo stesso di quello che segui per la preparazione di analisi: partecipa alle lezioni con attenzione, cerca di non perdere nessun passaggio del ragionamento logico, registra, se puoi, le lezioni e dopo aver compreso bene la teoria, cimentati con gli esercizi. Teoria e pratica devono andare di pari passo, mai separati. Se si tratta di un esame orale, ripeti definizioni e termini tecnici a voce alta, con il supporto degli appunti scritti, immagina di essere tu il professore che spiega quella materia e vedrai che il tuo esame sarà un successo.

Cosa succede se finisco fuori corso

Essere fuori corso è un’eventualità molto frequente per chi studia all’Università, soprattutto se si frequenta una facoltà impegnativa con tanti esami e materie complesse. Ma cosa significa nello specifico andare fuori corso? Questa situazione si verifica quando non si riesce a sostenere o a superare tutti gli esami previsti dal piano di studi entro il termine del corso universitario.

Se, per esempio, stai frequentando la triennale e non concludi tutti gli esami entro i tre anni, allora sei uno studente fuori corso. Per sostenere gli esami che ti restano devi quindi iscriverti all’anno accademico successivo e se non riesci a terminare tutto neanche al quarto anno, che sarebbe di fatto il primo anno fuori corso, puoi iscriverti di nuovo per un altro anno e così via, fino a quando superi tutti gli esami e puoi finalmente laurearti.

I motivi per cui ci si trova fuori corso possono essere tanti: può capitare che uno studente debba lavorare e non possa dedicare molto tempo allo studio, oppure ci possono essere delle difficoltà e bisogna tentare degli esami più volte. Questa condizione comporta alcune conseguenze di ordine economico: ogni volta che ci si iscrive a un nuovo anno accademico bisogna pagare di nuovo le tasse previste dalla facoltà, più una mora di 100 euro. Tuttavia, ogni ateneo ha regole diverse e le modalità di pagamento e gli importi possono variare in base alla facoltà.

Altro svantaggio è che si perdono i punti bonus che possono essere assegnati per aver concluso tutti gli esami entro la durata legale dell’anno accademico o grazie alla partecipazione a determinate attività come seminari, permanenze all’estero tramite progetti Erasmus, la collaborazione ai lavori di vari organi di Ateneo o lo svolgimento di stage interni. Tali bonus consentono di ottenere delle borse di studio e incidono sul voto di Laurea, più bonus si accumulano e più aumentano le possibilità di laurearsi con un voto alto.

Se sei uno studente fuori corso, non hai obbligo di frequenza, puoi presentarti ai normali appelli di esame, ma devi purtroppo rinunciare a questi benefici. Qualora non si riesca a superare nessun esame per quattro anni accademici consecutivi, non si è più studenti iscritti.

Se sei indietro con gli esami e fai fatica a seguire le lezioni, puoi optare per la modalità di studente ripetente: basta iscriversi all’anno successivo e completare tutti gli esami dell’anno precedente. Anche in questo caso non otterrai dei bonus, ma almeno non rischi di trascorrere degli anni in più all’università come studente fuori corso.

La vita da studente a Ingegneria

Se desideri davvero studiare a Ingegneria, allora preparati a organizzare la tua vita intorno agli impegni e ai ritmi che questa scelta comporta. Il primo aspetto da considerare è che è bene frequentare le lezioni assiduamente, le materie da studiare non sono così semplici da potersi organizzare come autodidatta, soprattutto se si tratta di fisica, analisi matematica o chimica, sia per capire bene la teoria che per quanto riguarda la pratica, per allenarsi nella risoluzione di problemi ed esercizi vari.

Il libro di testo e i materiali disponibili per lo studio sono senz’altro fondamentali, ma bisogna partecipare alle lezioni al fine di evitare dubbi e non perdersi nessun passaggio. Per procedere nel migliore dei modi serve innanzitutto una buona dose di concentrazione e mantenere la mente elastica attraverso uno stile di vita sano. Questo vuol dire dormire almeno sette o otto ore ogni notte, così da sentirsi carichi e riposati ogni mattina e riuscire a essere più attenti durante le lezioni.

Può capitare che gli insegnamenti in aula si svolgano nel pomeriggio, in quel caso puoi impiegare la mattina per riordinare gli appunti e rivedere tutti gli argomenti affrontati nelle lezioni precedenti. È essenziale studiare e ripassare man mano che si va avanti con il programma, in modo da essere sicuri di aver capito tutto prima di dover assorbire nuovi concetti.

Pertanto, la giornata tipo di uno studente di ingegneria si svolge prevalentemente all’università, tra lezioni in aula e ricerche in biblioteca e poi ci sono le ore di studio individuale a casa. L’altro ingrediente fondamentale per dare il meglio di sé è l’organizzazione: suddividi le ore della giornata in base alle attività che devi svolgere, come se dovessi seguire una tabella di marcia e crea uno schema degli argomenti da apprendere durante la giornata. Nella fase di studio più intensa, concediti delle pause, puoi alternare lo studio all’attività fisica, sicuramente trascorrere qualche ora in palestra o a correre al parco è rigenerante per il corpo e per la mente.

Lo svago è importante ed essere organizzati e disciplinati non significa rinunciare a uscire con gli amici nel weekend. Per tanti studenti il sabato sera è sacro ed è dedicato alla vita sociale e al divertimento, ma senza esagerare per non perdere l’equilibrio e deconcentrarsi.

Cosa fare dopo il percorso triennale

Hai finalmente concluso il percorso triennale e ti stai chiedendo cosa fare dopo questo traguardo? Hai davanti a te principalmente due opzioni: puoi decidere di fermarti e di cercare un lavoro inerente all’iter di studi che hai intrapreso oppure puoi approfondire le conoscenze nel tuo settore in una nuova fase biennale per ottenere la Laurea Magistrale.

Devi innanzitutto considerare l’indirizzo ingegneristico per cui hai studiato; se hai conseguito il titolo di ingegnere junior nell’area Industriale, hai la possibilità di trovare degli sbocchi lavorativi in aziende manifatturiere di produzione e gestione di beni e servizi nel campo industriale, chimico, meccanico o elettrico. Sarai una figura professionale che si occupa, in sostanza, della progettazione, della direzione dei lavori e del collaudo di macchine industriali, di impianti e di sistemi industriali più semplici.

La laurea triennale in Ingegneria dell’Informazione offre opportunità di impiego presso diverse tipologie di aziende per la progettazione, l’installazione e la manutenzione di reti informatiche e di moderni software, di reti elettroniche e di sistemi di automazione. Infine, c’è la branca dell’Ingegneria Civile e Ambientale che consente di ambire a molteplici itinerari professionali, se sei in possesso di questo titolo puoi candidarti a lavorare presso imprese private che si occupano della realizzazione di opere e di infrastrutture civili, nonché presso uffici pubblici che gestiscono opere pubbliche per la costruzione di sistemi urbani e territoriali con particolare attenzione all’impatto ambientale.

Gli ingegneri junior, ovvero laureati alla triennale, acquisiscono competenze che sono sicuramente più limitate rispetto a quelle che la laurea magistrale garantisce; possono collaborare e supportare le attività svolte dagli ingegneri a pieno titolo e occuparsi di procedure standardizzate, ovvero già sperimentate e utilizzate varie volte in passato e non possono gestire progetti innovativi e sperimentali che richiedono abilità superiori.

Qualora tu voglia proseguire a studiare a Ingegneria e hai l’ambizione di diventare un vero e proprio ingegnere, per realizzare opere da te progettate e firmate e avere uno stipendio più alto, allora dovresti scegliere il ramo più inerente all’indirizzo triennale seguito: se provieni dal settore industriale L9, le aree più consone per completare il percorso sono: Ingegneria Meccanica, Chimica, Aerospaziale, Biomedica, Energetica-Nucleare o Gestionale; chi ha studiato nella classe di laurea L8 per l’ambito dell’Informazione, può continuare l’iter formativo in Ingegneria Informatica oppure in Ingegneria Elettrica e dell’Automazione o in Ingegneria Gestionale.

Mentre per i laureati junior nella branca civile e ambientale, le strade più appropriate sono quelle dell’Ingegneria Civile, Ingegneria per la Tutela dell’Ambiente e del Territorio, così come l’ambito Edile e del Geo-Engineering.

Studiare Ingegneria e lavorare

È una situazione molto frequente che gli studenti vogliano o abbiano la necessità di lavorare durante il periodo in cui frequentano l’università per avere un’entrata economica e sostenere le spese che gli studi universitari comportano, come tasse annuali, acquisto di libri e materiali e affitto mensile per coloro che devono trasferirsi in un’altra città per andare a lezione.

Numerosi studenti decidono di svolgere delle attività lavorative full-time e di prepararsi a sostenere gli esami da soli, studiando a casa su libri e dispense previste del corso, poiché non hanno il tempo di partecipare agli insegnamenti in aula. Tale opzione non è però fattibile per chi sceglie Ingegneria.

Se hai deciso di iniziare questo iter di formazione, è bene che tu sia consapevole del fatto che dovrai dedicare molto tempo non solo allo studio individuale, ma anche e soprattutto alla frequentazione delle lezioni, perché sei alle prese con materie complicate, tecniche, che richiedono elevate abilità di logica ed è fondamentale seguire gli insegnamenti dei docenti, affinché tutte le nozioni siano ben comprese e assimiliate.

Studiare Ingegneria lavorando è comunque possibile, se svolgi tale impiego in maniera saltuaria o solo nel weekend e se dedichi gran parte dei giorni della settimana alla tua attività universitaria. E se si sceglie un’università telematica, con insegnamenti online, si riesce a gestire meglio studio e lavoro? In parte sì. Questa modalità offre la possibilità di seguire le lezioni su una piattaforma e-learning in qualunque momento, per cui si può decidere di accedere a un insegnamento anche nelle ore serali, dopo aver lavorato durante la giornata. Il consiglio è però di optare sempre per lavori part-time e non troppo stancanti, perché anche le lezioni online sono impegnative e richiedono tempo, tanto quanto quelle in aula.

Inoltre, le università telematiche in genere prevedono seminari, esercitazioni e ore di laboratorio che vengono svolti in presenza, pertanto è necessario poter partecipare a queste attività, ma se sei impegnato in un lavoro full-time e continuativo diventa molto difficile trovare il tempo per tutto e avere la concentrazione giusta per procedere bene negli studi.

Qual è l’Ingegneria più pagata?

Uno dei motivi per cui tanti ragazzi decidono di iscriversi a una facoltà di Ingegneria e sono determinati a ottenere la laurea è che ci sono buone prospettive lavorative, sia dopo il percorso triennale che dopo quello specialistico. Per ciò che concerne il guadagno per chi è in possesso di una laurea triennale, le figure professionali più pagate sono quelle dell’ingegnere che opera nel settore chimico e dell’ingegnere di processo.

L’ingegnere chimico si occupa di effettuare analisi di laboratorio, progetta e gestisce impianti chimici, simula processi chimici per studiarne le reazioni, ovviamente ha competenze più limitate rispetto a un ingegnere con laurea magistrale, ma è ben retribuito rispetto agli altri profili junior.

L’ingegnere di processo con laurea breve sviluppa tecniche di ingegneria di base per la progettazione di impianti industriali, oltre a effettuare verifiche di fattibilità per materiali e prototipi e a eseguire interventi di miglioramento su macchinari e attrezzature. Se desideri lavorare in questi due ambiti subito dopo l’iter triennale, dovresti optare per l’indirizzo di Ingegneria Industriale.

Per ciò che concerne la Laurea Magistrale, coloro che vogliono studiare a Ingegneria per guadagnare molto, dovrebbero optare per Ingegneria Aerospaziale che è, in assoluto, il campo più retribuito nel mondo professionale ingegneristico.

L’ingegnere aerospaziale si occupa di progettare e realizzare veicoli in grado di volare nell’atmosfera come aerei, elicotteri, missili, satelliti, navicelle aerospaziali, è anche chiamato ingegnere astronautico ed è il più pagato perché oltre ad essere esperto nel suo settore, deve anche conoscere in modo approfondito nozioni di altre discipline, come la meteorologia o l’astronomia. Il percorso per diventare ingegnere aerospaziale è senza dubbio faticoso e richiede molta dedizione, ma può riservarti tante soddisfazioni in futuro, dal punto di vista professionale, economico e culturale.

Quanto guadagna in media un ingegnere

Lo stipendio di un ingegnere può variare in base al titolo di cui si è in possesso, se junior ovvero laureato con Laurea Triennale o se laureato alla Magistrale e in base all’indirizzo di specializzazione. I junior sono le risorse professionali con la retribuzione più bassa, poiché hanno abilità limitate, seppur importanti, l’ingegnere con titolo triennale e con lo stipendio più alto è il chimico che percepisce circa 26.000 € all’anno, in quanto ha competenze specifiche e rilevanti nell’ambito industriale, mentre quello che tra i junior guadagna meno è l’ingegnere informatico, sebbene sia un settore parecchio in crescita sul mercato e riceve una retribuzione intorno ai 22.000 € all’anno.

E quanto guadagna un ingegnere con Laurea Magistrale? Le cifre salgono decisamente, poiché si tratta di una figura altamente professionale; il più pagato tra tutti gli ingegneri specializzati è l’aerospaziale o astronautico che ha un reddito annuale medio intorno ai 72.000 €, arrivando a percepire sui 35 € all’ora, gli ingegneri navali hanno retribuzione annuale che può arrivare a 50.000 €, come gli aerospaziali, sono risorse che devono possedere un grado di esperienza e di preparazione notevole, per la complessità del campo in cui operano.

Gli ingegneri che hanno conseguito la laurea specialistica, ma meno pagati rispetto ai colleghi che lavorano in altri ambiti, sono gli ingegneri edili, il cui reddito annuale si aggira sui 35.000 €, guadagnando più o meno 17 € all’ora.

Si tratta naturalmente di stime approssimative che cambiano in base agli anni di esperienza lavorativa maturata e alla zona geografica in cui un ingegnere svolge la sua attività, gli stipendi al nord Italia sono un po’ più alti rispetto a quelli nel sud poiché diversa è la situazione economica nelle varie regioni italiane.

Ingegneria è davvero l’università migliore a cui iscriversi?

Se nel giudicare l’utilità di un indirizzo universitario teniamo in considerazione gli sbocchi lavorativi, il livello di retribuzione, il prestigio della professione e le possibilità di crescita nel tempo, allora possiamo affermare che Ingegneria è davvero tra le università migliori in cui studiare e formarsi, per costruire il proprio futuro professionale.

Insieme alle discipline del settore medico-sanitario, economico-finanziario e tecnologico, l’ambito ingegneristico offre realmente preziose opportunità di inserimento lavorativo e si tratta di una professione che gode di elevata considerazione, stima e rispetto anche a livello sociale.

Sicuramente il percorso di formazione non è tra i più facili da intraprendere, dovrai impegnarti con costanza e determinazione, essere pronto ad affrontare le eventuali difficoltà senza abbatterti, ma se stai valutando l’ipotesi di studiare a Ingegneria, pensa che potrebbe essere una strada molto soddisfacente. Dopo la fatica degli anni dedicati agli studi, gestirai una professione solida, che ti garantirà una posizione prestigiosa, ottimi guadagni, un alto tenore di vita e che potrai svolgere con grande passione e con continue possibilità di ampliare le tue conoscenze, perché non si smette mai di scoprire nuove cose e di imparare.

Allora non ti resta che iniziare il tuo cammino per diventare ingegnere e andare incontro al tuo futuro con grinta ed entusiasmo!

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